Coppa Italia 2025/26, è tempo di semifinali: quattro strade per un solo trofeo
La Coppa Italia entra nella sua fase più affascinante. Le semifinali dell’edizione 2025/26 mettono di fronte quattro realtà diverse per storia, ambizione e percorso stagionale: Inter, Como, Atalanta e Lazio.
Due grandi abituate a palcoscenici importanti e due squadre che hanno costruito la loro corsa con determinazione e personalità. Il calendario è fissato: andata il 4 marzo 2026, ritorno il 22 aprile 2026. La finale, come da tradizione recente, si giocherà il 13 maggio 2026 allo Stadio Olimpico di Roma.
È il momento in cui la Coppa cambia pelle. Non è più solo una competizione parallela al campionato: diventa un obiettivo concreto, una scorciatoia verso l’Europa e un trofeo che può dare senso a un’intera stagione.
Il formato: 180 minuti per inseguire Roma
Le semifinali si disputano con la formula dell’andata e ritorno. Non c’è più margine di errore. Centottanta minuti, più eventuali supplementari e rigori nella gara di ritorno, per scrivere il proprio nome sull’ultimo atto.
In un torneo che ha coinvolto 44 squadre tra Serie A, Serie B e Serie C, si è arrivati all’epilogo attraverso un percorso fatto di eliminazioni secche, sorprese e colpi di scena. Fino a questo momento sono state disputate circa 40 partite con quasi 100 reti complessive, una media che conferma la vocazione offensiva della competizione.
Inter-Como: la tradizione contro la favola
La prima semifinale racconta una storia che sembra uscita da un romanzo calcistico. Da una parte l’Inter, abituata a giocare per vincere tutto. Dall’altra il Como, la grande rivelazione di questa Coppa Italia 2025/26.
L’Inter: solidità e ambizione
I nerazzurri hanno costruito il loro cammino con equilibrio e maturità. Nei quarti hanno superato il Torino con un 2-1 gestito con personalità, dimostrando profondità di rosa e capacità di colpire nei momenti chiave. L’Inter arriva alle semifinali con numeri importanti: difesa tra le meno battute del torneo e un attacco capace di trovare soluzioni diverse, sia in manovra che su palla inattiva. La Coppa Italia, per una squadra di vertice, non è mai un obiettivo secondario. È un trofeo che pesa, che arricchisce la bacheca e che consolida la mentalità vincente.
Il Como: entusiasmo e organizzazione
Il Como è la sorpresa più affascinante di questa edizione. Ai quarti ha eliminato il Napoli ai calci di rigore dopo l’1-1 nei tempi regolamentari, dimostrando sangue freddo e compattezza. Non è solo entusiasmo: è organizzazione tattica, disciplina difensiva e capacità di soffrire. La squadra lombarda ha saputo abbassare il ritmo quando necessario e accelerare con transizioni rapide. In Coppa Italia ha già scritto una pagina di storia, ma ora vuole andare oltre. Inter-Como è molto più di una sfida tecnica. È la contrapposizione tra esperienza e leggerezza, tra chi ha l’obbligo di vincere e chi può permettersi di sognare.
Atalanta-Lazio: intensità, ritmo e identità
L’altra semifinale promette equilibrio e spettacolo. Atalanta e Lazio sono due squadre con un’identità forte, capaci di alternare pressing alto e gestione del possesso.
Atalanta: forza offensiva e continuità
L’Atalanta ha mandato un segnale chiaro ai quarti: il 3-0 inflitto alla Juventus è stato un manifesto di superiorità atletica e tecnica. Intensità, verticalizzazioni rapide e grande partecipazione corale alla fase offensiva. La Dea si presenta alle semifinali con una delle migliori differenze reti del torneo e una condizione atletica che spesso fa la differenza nei doppi confronti. In una sfida su 180 minuti, la capacità di mantenere alto il ritmo può diventare decisiva.
Lazio: carattere e gestione dei momenti
La Lazio ha conquistato la semifinale superando il Bologna ai rigori dopo l’1-1 nei tempi regolamentari. Una partita di nervi, vinta con lucidità. La squadra biancoceleste ha mostrato compattezza difensiva e una certa maturità nella gestione delle fasi più delicate del match. Nei doppi confronti, l’equilibrio e la capacità di colpire al momento giusto possono fare la differenza. Atalanta-Lazio è la semifinale dell’intensità. Due squadre che non rinunciano ad attaccare, ma che sanno anche soffrire.
Il peso della finale dell’Olimpico
Il 13 maggio 2026 l’Olimpico di Roma ospiterà la finale. È un appuntamento che cambia la percezione di una stagione. Per una big può essere la conferma di una supremazia. Per un’outsider può rappresentare un’impresa storica. Inter e Atalanta partono con i favori del pronostico per tradizione recente e profondità della rosa. Ma la Coppa Italia ha dimostrato, anno dopo anno, che il campo può ribaltare qualsiasi previsione. Il Como sogna la favola completa. La Lazio punta a riportare a casa un trofeo che darebbe prestigio e stabilità al progetto tecnico.